Storicamente. Laboratorio di storia

Dossier

Imperialismi e retaggi postcoloniali in Italia, Portogallo, Spagna. Introduzione

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August Visitor, Arrival of White Men in an Ibibio Village, 1991, 92x184 cm, C.A.A.C. Jean Pigozzi Collection, Ginevra (particolare)
August Visitor, Arrival of White Men in an Ibibio Village, 1991, 92x184 cm, C.A.A.C. Jean Pigozzi Collection, Ginevra (particolare)
Questo dossier di “Storicamente” si colloca all’interno di un duplice campo di interesse storiografico. In primo luogo, il tema di fondo concerne un insieme di fenomeni che hanno connotato in misura decisiva il profilo globale del XX secolo, come il tardo imperialismo, la decolonizzazione e i retaggi postcoloniali. Con attinenza a questo composito e stratificato complesso di processi storici, i saggi qui proposti mettono al centro della riflessione tre esperienze imperiali - quella spagnola, quella portoghese e quella italiana - che per varie ragioni giocarono un ruolo di secondo piano nella parabola novecentesca del colonialismo europeo, ma che ciononostante risultano di indubbia rilevanza ai fini di un’analisi complessiva e circostanziata della sua evoluzione. Anche se di solito le ricostruzioni generali dell’ultima fase dell’espansione territoriale europea, e poi del suo riflusso, riservano poco spazio a questi tre casi di studio, schiacciati dall’evidente primato accordato agli imperi britannico e francese, essi offrono la possibilità di effettuare cambi di prospettiva proficui per la comprensione di questa pagina cruciale della storia contemporanea. Soffermarsi sul passato imperiale (e post-imperiale) di Italia, Portogallo e Spagna permette infatti di rileggere il declino del predominio europeo sul mondo da posizioni per così dire periferiche, cioè dal punto di vista di tre piccole potenze intente a recuperare, conservare o aumentare i propri possedimenti territoriali, mettendo a fuoco innanzitutto una serie di problematiche differenti da quelle relative alle principali potenze imperiali.

In un certo senso, parafrasando una nota teoria della letteratura postcoloniale, si potrebbe parlare di un tentativo di “provincializzare” lo studio di processi che hanno plasmato il mondo attuale, osservandoli dai margini del continente europeo e studiandone gli effetti su singole società nazionali. Può uscirne arricchito così il quadro storico generale del colonialismo occidentale, che viene diversificato nella periodizzazione e scomposto in molteplici dinamiche locali, tra loro connesse ma eterogenee. Con una serie di indagini inerenti alle politiche coloniali e alle eredità culturali degli imperi italiano, portoghese e spagnolo, il dossier intende fornire un contributo in tale direzione, andando a esaminare certe specificità delle esperienze prese in considerazione.

Su un secondo versante, il dossier ha origine da una visione comparata della storia dell’Italia, del Portogallo e della Spagna nel Novecento. In tempi recenti, soprattutto nell’ambito degli studi sui fascismi e sui regimi dittatoriali sorti tra le due guerre mondiali, si è rinnovato l’interesse per la comparazione di questi tre paesi dell’Europa latina che appaiono accomunati in primis da determinate esperienze politiche, oltre che da caratteri sociali, economici e culturali per vari aspetti analoghi. In particolare i rapporti tra il regime fascista di Mussolini e le dittature di Primo de Rivera e Franco in Spagna, o di Salazar in Portogallo, sono al centro di una crescente attenzione storiografica, volta a mettere in luce non solo le convergenze tra le singole esperienze nazionali, ma anche le interconnessioni e gli scambi transnazionali. Ciò non toglie, tuttavia, che dall’approccio comparativo emergano anche macroscopiche peculiarità dei tre casi in esame. Una delle più significative riguarda appunto il tema di questo dossier, ovvero il problema dell’imperialismo, che nel corso del Novecento si è delineato con tempistiche e modalità diverse in ognuno dei tre paesi, così da svolgere un ruolo differente nella loro storia.

Mentre l’Italia liberale e poi fascista cercava di conquistare uno spazio coloniale in un contesto internazionale in cui il dominio occidentale sul mondo era all’apogeo, il Portogallo e la Spagna rappresentavano pur sempre due imperi secolari, alle prese - soprattutto quello spagnolo - con un drastico ridimensionamento. A partire dall’inizio dell’Ottocento, entrambi avevano perso le antiche colonie aldilà dell’Atlantico, che per lungo tempo avevano costituito il principale orizzonte dell’imperialismo iberico, e quindi entrambi avevano conosciuto gli effetti di un primo processo di decolonizzazione. La sconfitta nella guerra ispano-americana del 1898, con la conseguente perdita di Cuba e delle Filippine, aveva segnato per la Spagna una disfatta epocale, gettando di fatto una pietra tombale sul suo dominio atlantico e portandola a orientare le mire di riscatto verso l’Africa, e in particolare verso il Marocco. Sul piano interno, l’idea della decadenza avrebbe influenzato profondamente l’immaginario politico e culturale d’inizio secolo. Sebbene anch’esso in fase di declino, invece, l’impero lusitano disponeva già di ampi territori nel continente africano e di qualche avamposto in quello asiatico. Ai primi del Novecento, lo status imperiale del Portogallo era dunque meno solido rispetto all’età moderna, ma comunque più consistente di quello di Spagna e Italia, soprattutto considerando le ridotte dimensioni del territorio metropolitano portoghese.

Per gran parte del XX secolo, e per l’intera durata dell’esperienza salazarista, sul piano internazionale la principale preoccupazione del governo di Lisbona fu conservare i possedimenti d’oltremare; viceversa, e per periodi più limitati, l’obiettivo di Madrid e Roma era riconquistare, o addirittura creare ex novo, il proprio spazio coloniale. Anche se nei primi decenni del secolo tutti e tre i paesi si ritrovarono coinvolti nel cosiddetto “scramble for Africa”, la loro mobilitazione avvenne dunque da posizioni di partenza differenti e l’evoluzione dalle rispettive esperienze coloniali seguì traiettorie divergenti. Inoltre, come in tutte le versioni dell’imperialismo europeo, le politiche espansionistiche avevano risvolti esterni, che agivano cioè sugli equilibri geopolitici e sulla vita delle popolazioni colonizzate, ma anche interni, ossia operanti nella realtà politica, economica e culturale delle potenze coloniali. Anche da questo punto di vista, il ruolo delle colonie e gli effetti del loro affrancamento nella storia italiana, portoghese e spagnola ebbero aspetti peculiari, sui quali si soffermano le indagini proposte nel dossier.

Sebbene i singoli saggi non adottino un approccio comparativo, essi trattano parallelamente una serie di tematiche comuni e sono l’esito di un lavoro collettivo di discussione storiografica - che ha avuto un punto di partenza nel convegno Imperi: politiche ed eredità nel “lungo Novecento” (Italia, Portogallo, Spagna), tenutosi all’Università di Bologna dal 14 al 16 novembre 2013. Nell’insieme, mettono così in relazione tra loro approfondimenti analitici e spunti interpretativi relativi ai singoli casi di studio, offrendo la possibilità di incrociare le conoscenze, riflettere sulle specificità nazionali, portare alla luce eventuali analogie. Appare allora evidente come nel Novecento l’idea e la realtà dell’impero abbiano avuto un peso specifico diverso nella storia dei tre paesi, abbiano generato dinamiche e mitologie differenti, ma abbiano presentato anche alcuni sviluppi comuni.

Nel tentativo di fornire una serie di contributi a questa duplice prospettiva storiografica - da un lato, la rilettura dell’imperialismo occidentale e della sua fine attraverso casi di studio “periferici”; dall’altro, la comparazione fra tre paesi dell’Europa latina che hanno conosciuto esperienze coloniali diverse per periodizzazione e importanza storica - questo dossier si articola attorno ad alcuni assi tematici principali. A un primo gruppo di studiosi si è chiesto di indagare determinati aspetti delle politiche economiche e sociali attuate dai governi metropolitani negli spazi coloniali, con particolare attenzione per i progetti e le contraddizioni del regime fascista italiano. Un secondo gruppo di indagini concerne invece l’immaginario politico e culturale scaturito dalla conquista, dalla conservazione o dalla perdita dello status imperiale nelle tre società latine, in relazione soprattutto ai discorsi razziali, alle identità nazionali, al delinearsi di istanze anti-imperiali. Un terzo ambito tematico riguarda infine i processi di decolonizzazione, mettendo sotto osservazione da un lato le resistenze di certi ambienti coloniali, e dall’altro le ambiguità delle memorie postcoloniali.