Storicamente. Laboratorio di storia

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Mauro Canali, Le spie del regime

Frutto di un enorme lavoro di scavo tra le carte della Direzione generale di pubblica sicurezza, il volume ripercorre la storia, le finalità e i meccanismi di funzionamento della Polizia politica fascista: un organismo che dovette la sua efficacia all'operato di una miriade di fiduciari, il cui ruolo si pone al centro dell'indagine. Adottando una prospettiva di lungo periodo, l'a. delinea i tentativi compiuti sia dai governi liberali sia dal fascismo, nei primi anni dopo la presa del potere, per costituire una struttura diretta a sedare le attività sovversive. Le riforme, pur dimostrando l'importanza assunta da quel servizio, si rivelarono insufficienti, trovando spesso un ostacolo nei problemi di bilancio. La svolta, naturalmente, fu segnata dal varo delle "leggi fascistissime", la cui attuazione esigeva il supporto di un apparato per la repressione delle iniziative politiche divenute clandestine. Partendo da questa cesura, Canali segue il progressivo definirsi di tale organismo, creato dapprima per la sorveglianza e la repressione degli antifascisti, fino alla fine della seconda guerra mondiale. Ne scaturisce l'immagine di una macchina efficiente e ramificata che, grazie alle risorse finanziarie di cui disponeva, poté reclutare e gestire migliaia di fiduciari: un esercito che, secondo la chiave interpretativa qui proposta, si configura come asse portante della struttura.

L'a. rintraccia le reti fiduciarie attive in Italia e all'estero soffermandosi sulle figure dei responsabili e descrivendo le azioni che, grazie al lavoro di infiltrazione, riuscirono a bloccare la ripresa di attività antifasciste. La funzione della Polizia politica subì un importante mutamento quando entrò in piena operatività l'Ovra che, preposta alla lotta contro i comunisti, svolse un ruolo esecutivo sul territorio. L'apparato dell'Ovra viene analizzato attentamente, rilevandone i cambiamenti che, ritenuta vinta la battaglia contro il Partito comunista, ne fecero uno "strumento di deterrenza" diretto soprattutto contro gli oppositori interni al regime.

Tramite vicende emblematiche dello spionaggio politico, Canali restituisce, pagina dopo pagina, i tratti di un universo in cui le miserie e le tragedie di una moltitudine di uomini e donne rappresentavano il terreno d'azione ideale per Polizia politica e Ovra. Varie manifestazioni di violenza emergono sia dalle procedure di reclutamento dei fiduciari, sia dalle modalità della loro gestione. Benché raramente le carte di Polizia documentino su eventuali sevizie inflitte agli arrestati, l'a. getta luce su fatti di eclatante brutalità, ai quali fa da sfondo un panorama tanto ambiguo quanto inquietante.

L'opera della Polizia politica conobbe altre modifiche negli anni del conflitto bellico, per adeguarsi prima ai dettami del governo badogliano, poi a quelli della Repubblica di Salò. Questo periodo controverso fu caratterizzato dalla preoccupazione di parecchi funzionari per gli esiti del dopoguerra. Liberata la capitale, infatti, il processo di defascistizzazione, inaugurato con l'istituzione dell'Alto commissario per la punizione dei delitti e degli illeciti del fascismo, minacciò di colpire un grosso numero di uomini al servizio della Pubblica Sicurezza. Tale azione fu bloccata sia dalla Commissione di Controllo Alleata, che temeva lo smembramento dell'impianto amministrativo, sia, a guerra finita, dalla difficoltà di rinviare a giudizio gli appartenenti a un corpo dello Stato.

In un contesto segnato da polemiche e incertezze, del quale l'a. ci offre uno spaccato incisivo, si decise di pubblicare sulla «Gazzetta Ufficiale» i nomi dei fiduciari della Polizia politica e dell'Ovra. Nel luglio 1946 venne edita una prima lista di 620 nomi, alla quale avrebbero dovuto seguirne altre. Si diede così vita a una commissione incaricata di redigere l'elenco dei confidenti delle dieci zone Ovra. Canali pubblica l'elenco - che non è mai stato reso noto - in appendice al volume, con rilevanti integrazioni. L'appendice riporta anche la lista dei fiduciari diretti del Ministero dell'Interno; la composizione dei gruppi di subfiduciari; l'elenco dei fiduciari delle 11 zone Ovra e dei fiduciari e confidenti degli Uffici politici delle questure. Uno strumento che arricchisce questa importante analisi sull'intreccio tra il fenomeno della delazione e la repressione politica.