Storicamente. Laboratorio di storia

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Corrado Viola, Epistolari italiani del Settecento. Repertorio bibliografico

Vent'anni fa Alberto Postigliola curava un piccolo, ma prezioso, volume collettaneo, Epistolari e carteggi del Settecento (Roma, Società italiana di studi storici sul secolo XVIII, 1985), in cui una nutrita compagine di specialisti dell'età dell'Illuminismo faceva il punto, ciascuno a proposito del proprio autore di competenza, sul tema specifico degli epistolografi settecenteschi. Si trattava della eloquente testimonianza dell'esigenza di una prima, basilare informazione bibliografica nell'ambito specifico dell'epistolografia settecentesca a stampa. Quel volumetto trova ora un degno e ponderoso seguito nel libro di Corrado Viola, frutto di una fatica triennale e repertorio che - anche per le oltre 700 pagine complessive, nonché per il rigore dell'intera impresa - non è esagerato definire come un lavoro fondamentale, destinato a diventare un punto di riferimento realmente irrinunciabile per chi studia il XVIII secolo, in ogni suo aspetto.

In effetti, chiunque si sia cimentato, anche in via del tutto occasionale, con questo tipo di attività ecdotica, non avrà mancato di avvertire la profonda necessità di avere a disposizione uno strumento che, dell'autore del quale pubblica le lettere (come dei suoi corrispondenti), elenchi e recensisca, in maniera compiuta, le precedenti edizioni dei materiali epistolari. L'opera di Viola soddisfa appunto questa esigenza, risultando preziosissima, sia all'editore in quanto tale di lettere o di carteggi, sia in generale allo studioso di storia settecentesca, di un secolo cioè - come avverte lo stesso autore nella sua Premessa - «in cui l'epistolografia si impone con evidenza e proporzioni di fenomeno socio-culturale, come canale privilegiato di comunicazione di una repubblica letteraria sempre più estesa, dinamica e variegata» (p. VII). Inutile dire che gli studiosi di Kulturgeschichte e di storia politica, in particolare, potranno trarre grande beneficio da questo indispensabile ausilio.

Incrociando informazioni contenute in questo repertorio con le altre rese disponibili dai preziosi mezzi digitali, sarà possibile procedere ad un lavoro di ricerca bibliografica di impianto sempre più vasto e di taglio sempre più analitico, verso quella completezza ideale che è la meta irrangiungibile di ogni bibliografia. Resta il fatto che un sussidio come questo si rivela utilissimo per la ricerca, sia storico-letteraria sia filosofico-scientifica, sul Settecento italiano (ma di fatto continentale), secolo che fu «veicolo di idee e sensibilità, tramite di conoscenze e stili di pensiero e insieme vincolo coesivo del ceto colto europeo» (p. VII).

I 2082 lemmi bibliografici - da Giuseppe Abbamonte fino a Giuseppe Zurlo, tutti minutamente e dettagliatamente schedati, passando per maggiori e minori del nostro Settecento - sono relativi a lettere e a corrispondenze di autori vissuti nel secolo XVIII, intendendo quest'ultimo con la dovuta elasticità temporale. Ne emerge un arco cronologico particolarmente lungo, che restituisce un vario e vasto panorama, compreso all'incirca tra la seconda metà del Seicento e la prima dell'Ottocento, o - detto altrimenti - tra l'età dei discepoli diretti di Galilei e quella dei più anziani corrispondenti di Leopardi.

Quanto ai criteri di inclusione, Viola ha inteso il termine letterato nella sua accezione lata, che la storiografia sa tipica del Settecento stesso, atta a ricomprendere poeti e prosatori, filosofi e critici, eruditi e storici, scienziati e traduttori, mediatori e organizzatori di cultura, bibliotecari e bibliofili, giornalisti e poligrafi in genere. È stato, in tale modo, riconsegnato al secolo in questione uno dei tratti salienti della sua cultura: l'inclinazione ad un diffuso e trasversale enciclopedismo. È, inoltre, decisamente apprezzabile lo spazio che viene dedicato soprattutto ai cosiddetti minores , alcuni dei quali oggi completamente dimenticati, attraverso voci che rendono giustizia al popolato ed intricato sottobosco intellettuale del Settecento. Proprio questa dimensione erudita del lavoro, anch'essa a suo modo settecentesca, non potrà che incontrare il favore degli studiosi. L'inclusione di un autore, tuttavia, è dipesa unicamente dalla possibilità di rintracciare notizie bibliografiche in merito ai suoi commerci epistolari.

Per la realizzazione finale, Viola ha dovuto affrontare lo spoglio di (innumerevoli) pubblicazioni sette-ottocentesche, spesso di non agevole reperibilità (inclusa la lunga tradizione degli elogi e degli opuscoli nuziali), nonché consultato libri e riviste di carattere squisitamente locale e poco diffuso al di fuori del ristretto ambito di produzione. Nella premessa, comunque, si possono trovare precisati i criteri di individuazione, il campo e i limiti della ricerca e la tipologia degli stessi materiali censiti, nonché illustrati i criteri bibliografici che hanno presieduto alla stesura delle voci e delle relative schede. Il libro, come detto, è una delle fatiche più meritorie che si possano recensire.