Storicamente. Laboratorio di storia

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Kevin Kenny (ed.), Ireland and the British Empire, The Oxford History of the British Empire Companion Series

Il corso della storia irlandese in epoca moderna e contemporanea è stato determinato dall'ascesa e dal declino dell'Impero britannico, segnando l'inizio sia dell'epoca di colonizzazione atlantica, sia dell'età della decolonizzazione. La natura del ruolo dell'Irlanda all'interno dell'Impero è sempre stata oggetto di un vivace dibattito storiografico e di un interesse che è andato al di là del mondo accademico. Era l'Irlanda partner eguale di uno stato britannico allargato, oppure era la prima, e maggiormente soggiogata, colonia dell'Impero? Gli interrogativi di questo calibro non possono essere risolti se non storicamente: la relazione tra l'Irlanda ed il suo potente vicino - e l'impero globale che questo ha generato - si è modificata e sviluppata nel tempo, così come la natura dell'Impero. Questo volume ci offre il primo resoconto completo sul tema nel lungo periodo. Gli autori tentano di dipanare le fila dell' aggrovigliato legame tra Irlanda ed Impero nel corso dei secoli: dalla definitiva conquista del sedicesimo secolo al ritiro dal Commonwealth britannico nel 1948. Parallelamente viene poi presa in considerazione l'influenza che i precedenti irlandesi in campo sociale, amministrativo e costituzionale hanno avuto sulle esperienze delle altre colonie ed infine l'impatto del movimento nazionalista e dell'indipendenza irlandese nell'Impero. Risultato dell'analisi è una nuova interpretazione della storia irlandese nel più ampio contesto coloniale, completata da preziose introspezioni circa le origini, l'espansione ed il declino dell'Impero britannico. Il libro è il primo di una serie di poscritti tematici ai cinque volumi della collana Oxford History of the British Empire , che nasce con lo scopo di fornire interpretazioni fresche sul significato dell'imperialismo per governati e governanti, e come tema specifico dalla storia mondiale. Il volume è composto da nove contributi organizzati secondo una struttura cronologica flessibile e presentati da studiosi provenienti da entrambe le sponde dell'atlantico. Fissa le coordinate dell'indagine il saggio d'apertura del curatore Kevin Kenny, che passa lucidamente in rassegna le peculiarità della posizione costituzionale irlandese, collocandola in una più articolata prospettiva d'analisi, che trascende la dimensione dello stato nazionale. Ponendo la narrativa in un contesto transnazionale, comparativo e globale, la ricerca storica rivela strutture e modelli propri, che ci consentono una migliore comprensione non solo della storia irlandese, ma anche, appunto, della storia dell'Impero britannico. Su questo sfondo si dipanano i singoli articoli di ricerca, che adottano una duplice strategia. In primo luogo gli autori sottopongono i concetti di imperialismo, colonialismo e post-colonialismo, troppo spesso usati come categorie analitiche a priori, ad un'indagine critica, cosicché da concetti divengano "oggetti", e non solo "strumenti", della ricerca storica. L'analisi costringe quindi a riflettere sul significato storico di questa terminologia "allusiva" e ne investe parallelamente la valenza a livello nazionale e globale, cogliendone le asimmetrie. Il secondo asse portante della narrazione è il ruolo ricoperto dagli irlandesi nell'Impero, non solo come sudditi, ma anche e soprattutto come attori chiave: migranti e coloni, commercianti e avventurieri, soldati e amministratori, dottori e missionari. Stravolgendo la tradizionale interpretazione di un'Irlanda vittima dell'assoggettamento coloniale britannico, il volume riprende le fila di una nuova generazione di studiosi che a questa visione ne affianca una diametralmente opposta, mettendo in luce il ruolo degli irlandesi quali attivi propulsori del modello coloniale, e di un Impero che è "simultaneamente catena e chiave". (p.136) In questo ambito rientra l'ampio disegno tracciato da J.H. Ohlmeyer che esamina l'espansione coloniale inglese in Irlanda nella prima età moderna. Nel terzo capitolo, che considera la posizione costituzionale dell'Irlanda nell'Impero dal 1690 fino all'Unione, T. Bartlett ricapitola come gli aspetti di una società che è allo stesso tempo regno formale e colonia coesistano in uno stesso stato. Kenny riprende poi l'esame del coinvolgimento attivo degli irlandesi nell'Impero nel lungo periodo. Ne emerge un'immagine della responsabilità irlandese nel processo di colonizzazione, nell'Africa sub-sahariana e nelle Americhe, in India ed in Australia, dove i figli della diaspora irlandese, una volta riscopertisi "bianchi", si mostrarono pronti ad accollarsi quel fardello che dell'uomo bianco era considerato proprio. Il contributo di A. Jackson affronta i nodi cruciali del perché il tentativo di integrare la più antica colonia nel cuore metropolitano e costituzionale dell'Impero, rappresentato dall'unione del 1801, sia fallito, ed esamina il lascito che lo status coloniale ed il coinvolgimento imperiale hanno avuto nell'Irlanda del Nord fino allo scoppiare dei Troubles degli anni '60. V. Kreilkamp studia la relazione tra l'ampia produzione letteraria irlandese e l'Impero durante l'Unione, mentre il contributo di D. McMahon offre una storia del nazionalismo irlandese in contesto imperiale, dal sorgere dei movimenti per l'Home Rule del 1880 fino al distacco dal Commonwealth ed il successivo orientamento verso l'Unione Europea. Completano il volume un importante saggio di S. Howe sulla produzione storiografica riguardante Irlanda ed Impero, ed una bella rassegna critica di J. Cleary sul rapporto tra Irlanda e teoria postcoloniale, con particolare attenzione alla politica, alla cultura e alla costruzione dello stato nazionale. Una rassegna, questa, che si conclude con un accenno all'eredità postcoloniale e alla questione delle diverse identità nazionali che compongono la società irlandese: un tema che non potrà mancare nelle ricerche che seguiranno le orme di questo pionieristico lavoro collettivo.