Storicamente. Laboratorio di storia

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Pierre Donadieu, Hansjorg Küster, Raffaele Milani, La cultura del paesaggio in Europa. Manuale di teoria e pratica

Il volume raccoglie gli atti della Conferenza di ricerca sulla cultura del paesaggio in Europa che ha riunito a Villa Vigoni, tra il 2004 e il 2008, studiosi provenienti dall’Italia, dalla Francia e dalla Germania. Esso si configura come il punto di arrivo di un processo di divulgazione degli interventi iniziato nel 2005 con la pubblicazione del volume La cultura del paesaggio. Le sue origini, la situazione attuale e le prospettive future e proseguito con la presentazione on-line, sul sito dell’Università di Friburgo, degli atti in tre lingue.

L’obiettivo principale della Conferenza è stato quello di trattare la cultura europea del paesaggio secondo un’ottica interdisciplinare e sistemica, superando la tradizionale opposizione tra le due diverse impostazioni scientifiche che hanno lungamente caratterizzato gli studi sul paesaggio: quella ecologica che «tende a osservare il paesaggio misurandone gli elementi e i loro molteplici rapporti secondo i principi delle scienze esatte» e quella «umanistica» che «lo studia attraverso l’analisi della percezione delle sue forme» (p. VI).

Partendo dall’assunto che «il paesaggio è il risultato dei rapporti tra il paesaggio culturale e quello naturale» (p. V), il volume prende in esame i differenti aspetti di questo «unico sistema complessivo». Un sistema complessivo che tuttavia, sottolinea R. Colantonio nell’introduzione, non sembra sostenuto dal modello culturale attuale, più propenso alla frammentazione e all’appiattimento dei modelli di analisi che privilegiano la tendenza verso la globalizzazione, piuttosto che la valorizzazione dei caratteri peculiari ed identitari dei luoghi.

Gli interventi sono stati accorpati in sette capitoli tematici che affrontano, secondo le intenzioni dei curatori, «i temi e i passaggi fondamentali di un discorso sulla «scienza del paesaggio», sia da un punto di vista teorico che pratico» (p. XI).

I primi tre capitoli trattano dell’evoluzione della nozione di paesaggio e delle sue rappresentazioni.  Tra i diversi contributi, che in questa sede non è possibile presentare in maniera analitica, si segnalano per la ricchezza dei contenuti e l’originalità dei temi trattati, i saggi di P. Donadieu e Y. Luginbühl e di A. Roger.

Donadieu e Luginbühl propongono una breve storia dell’idea di paesaggio in Europa soffermandosi sulla trasformazione dei paesaggi materiali e della loro percezione da parte di un pubblico sempre più eterogeneo (abitanti, ricercatori, turisti etc.) nel corso del XX secolo. Buona parte della narrazione è consacrata ad un soggetto di studio ancora poco praticato dalla ricerca scientifica europea: la creazione delle nuove identità paesaggistiche attraverso politiche pubbliche che, muovendosi in maniera spesso incoerente tra progetti di «naturalizzazione» e «museificazione», mirano a conservarne le diversità dei paesaggi europei e a migliorarne l’abitabilità. Roger riflette invece sul concetto di luogo di memoria. Allo scopo di contribuire all’elaborazione di una «filosofia della memoria collettiva», in grado di sostituire nella formazione della cultura europea i modelli analitici della filosofia della storia - «crollata per ragioni storiche, ma anche, e soprattutto, a causa delle sue carenze scientifiche» (p. 45) – lo studioso francese opera un confronto sistematico, e particolarmente interessante, tra le tre opere che in Francia, in Italia e in Germania hanno affrontato il tema dei «luoghi di memoria»: Les lieux de mémoire (7 vol., 1984-1992), I luoghi della memoria (3 voll., 1996-1997) e Deutsche Erinnerungsorte (3 voll., 2001).

Il quarto e il quinto capitolo raccolgono saggi dedicati alle politiche di trasformazione e tutela del paesaggio. Tra questi si segnala il contributo di L. Scazzosi che analizza il concetto di restauro applicato al paesaggio e al territorio sulla base degli assunti della Convenzione Europea del Paesaggio e propone una metodologia per affrontare il progetto. H. Küster e J. Nolte esaminano invece, secondo un percorso cronologico, i concetti di natura e paesaggio in Germania dal punto di vista delle politiche pubbliche.

Nel sesto capitolo A. Galli presenta alcuni contributi, di autori diversi, che mirano ad approfondire la riflessione sulla gestione sostenibile del paesaggio. Particolarmente interessanti, in questo senso, gli articoli di R. Colantonio e di H. Küster che analizzano il caso di studio  della Villa Vigoni di Menaggio sul Lago di Como dal punto di vista dell’assetto del paesaggio attuale e dell’articolazione della dimensione del paesaggio naturale e del paesaggio culturale.

L’ultimo capitolo raccoglie un altro saggio di P. Donadieu e Y. Luginbül che esaminano le trasformazioni dei paesaggi rurali e peri-urbani europei, non solo dal punto di vista funzionale ma anche da quello delle rappresentazioni sociali.

Corredato da un buon apparato bibliografico e da un indice dei nomi, volume si configura come uno strumento utile per individuare le differenti piste di ricerca attorno alle quali si va definendo la «scienza del paesaggio» nell’ampio contesto degli studi europei.