Storicamente. Laboratorio di storia

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Giovanni Greco, Las fabricas del colegio invisible. Abecedario masonico, Planeta, Bogotà, 2011, pp. 240

L’ultimo volume di Giovanni Greco – che alla storia della Massoneria ha già dedicato studi quali Sarastro e il serpente verde. Sogni e bisogni di una massoneria ritrovata (Pendragon 2003) - Bologna massonica (Clueb 2007), – fornisce un contributo rilevante per un'analisi innovativa degli aspetti decisivi della Massoneria e della sua eredità culturale. La traduzione dell'edizione italiana de I cantieri del collegio invisibile. Un abecedario Massonico (BUP 2011), realizzata per tutti i paesi di lingua spagnola ma in primis per quelli dell’America latina, giunge dunque opportuna e si inserisce all'interno di un percorso di ricerca che conduce al volume di prossima pubblicazione Un solo popolo. Breve ma veridica storia della Massoneria internazionale (Paolo Persiani editore).
Attraverso l'esame dei princìpi massonici, l’autore ne tratteggia l'influenza avuta sulla storia di nazioni, costituzioni e organizzazioni di varia natura, fornendo contemporaneamente uno strumento di analisi di quegli elementi del pensiero massonico alla base della nostra paideia e che, in forma più o meno diretta, sono stati ponderati da numerosi autori appartenenti a diverse discipline (filosofi, storici, scrittori, sociologi, antropologi, psicologi etc.) oggetto oggi dei nostri studi.
Quantunque frutto di un’unica ispirazione, l'abbecedario Las fabricas del colegio invisible può essere idealmente suddiviso in due parti, le quali procedono peraltro parallelamente. Nella prima, costituita dalle voci più dense e strutturate, lo studioso si prefigge di offrire una propria interpretazione di taluni capisaldi della speculazione massonica, insistendo in special modo sui temi e i problemi che gli paiono più originali e, insieme, più utili per quell’individuo “libero e di buoni costumi” d’oggi che – a prescindere dalla sua appartenenza alla Massoneria – gli sta davvero a cuore. La seconda parte, invece, accoglie forme brevi (massime, sentenze, proverbi, aforismi etc.) composte tanto dall’autore quanto da scrittori antichi, moderni e contemporanei, che, ben lungi dal costituire momenti ludici o divaganti, sono sempre scelti con un'attenzione mai dimentica del fine generale.
Lasciando qui da parte i frammenti in cui prevalgono elementi autobiografici, il lettore potrà soffermarsi su parecchie delle considerazioni delineate da Giovanni Greco, il cui impegno etico-civile risulta palese sin dall’introduzione al testo: «Il Collegio Invisibile lavora per i vivi sui cadaveri, spesso riportandoli in vita, ritorna sui sentieri già percorsi e traccia a fianco nuovi cammini […] ritiene che l’unico modo di valorizzare il passato sia quello di saper essere innovatori, cercando d’immettere il ricordo e le immagini dell’antico in un circuito rinnovato di passioni e di pensieri».
Tali finalità educative e formative si ritrovano all'interno dei singoli lemmi, fra cui mi piace menzionare perlomeno i seguenti: Apofasìmeni, Asino, Giardino, Labirinto, Massoneria (va da sé), Silenzio, Tavole massoniche, Tricolore.
Chiunque avrà queste pagine fra le mani, ancora, potrà farne proficuo oggetto di quelli che lo storico del pensiero antico Pierre Hadot ha chiamato “esercizi spirituali”. D’altra parte, di là dalle indagini specialistiche, numerosi altri intellettuali hanno espresso, negli ultimi lustri, una preoccupazione per la situazione in cui versa “l’uomo postmoderno”, che si trova di giorno in giorno più confuso dinanzi alle sfide imposte dal divenire socioeconomico, e che sempre più spesso stenta a compiere e, più ancora, a non tradire scelte etiche nel contempo razionali e responsabili. Facciamo riferimento, anzitutto, a quanto hanno argomentato in proposito Morin, Bauman, G. Steiner, G. Reale, La Capria, Ceronetti, Citati, Todorov, M. C. Nussbaum e R. De Monticelli.
Pur in forme, maniere e toni dissimili, tutti hanno manifestato di credere ancora pienamente nel valore morale, formativo e terapeutico della tradizione culturale d’Occidente effettivamente conforme a quegli alti princìpi che fondano e vivificano anche la Carta costituzionale italiana del 1948 – che tanto deve, come oggi è risaputo, al patrimonio latomistico.
Anche ad avviso di Giovanni Greco, l’uomo dell’attuale “società liquida”, confrontandosi con tali classici, potrebbe rendere di gran lunga migliore la qualità complessiva della propria esistenza, e lasciare, fra l’altro, ai posteri un mondo meno appiattito, iniquo, aggressivo.