Storicamente. Laboratorio di storia

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Rolando Minuti, Internet et le métier d'historien

Per iniziativa di studiosi delle Università di Trieste e di Firenze, nel 1995 nasceva «Cromohs» («Cyber Review of Modern Historiography»). Nel corso dei suoi dieci anni di vita la rivista, pubblicata esclusivamente online, ha rappresentato nel contesto italiano un importante osservatorio delle opportunità e delle problematiche relative all'interazione tra internet e ricerca scientifica in ambito storico. Internet et le métier d'hitorien costituisce un momento importante per la veicolazione, a livello internazionale, di quelle riflessioni che Rolando Minuti, docente di Storia moderna a Firenze e cofondatore di «Cromohs», ha condotto, a partire dalla sua esperienza di redattore della rivista, sul tema delle trasformazioni che la rete ha apportato al mestiere di storico. Il volume arriva in edizione francese rivista dopo una prima pubblicazione, disponibile online, in italiano (in: «Cromohs», 6/2001).

Nel delinerare le problematiche emerse in seguito alla massiccia diffusione di strumenti in rete per lo studio della storia, Minuti si pone nell'ottica dello storico "tradizionale" e assume il punto di vista di un ricercatore che non si definisce un entusiasta tout court delle nuove tecnologie, che parte tuttavia dalla constatazione che la rete, grazie ad una serie di dispositivi facilmente accessibili ad una vasta utenza, ha rivoluzionato gli strumenti per fare e per comunicare la storia. Se difatti la ricerca di fonti e di contributi scientifici online può rivelarsi ancora particolarmente difficile - tanto da indurre i più a considerare ancora la ricerca di risorse in rete come una "fonte di frustrazione e di incertezza" - sono numerosi gli strumenti, quali cataloghi online e biblioteche virtuali, che costituiscono delle testimonianze indubbie della forte utilità della rete nella ricerca storica.

Tracciando il proprio percorso analitico su "incertezze e cambiamenti" imposti dalle nuove tecnologie, Minuti articola il discorso in due parti.

Nella prima l'autore si concentra sugli strumenti dello storico. In questa sezione l'attenzione converge sulle peculiarità della risorsa digitale, sulle diverse tipologie di fonti presenti - esemplificate attraverso l'analisi di importanti progetti di ricerca a carattere innovativo - e sui numerosi problemi di ricerca che lo strumento digitale solleva. In particolare, Minuti si pone il problema delle difficoltà della ricerca in rete. Le risorse disponibili sul web sono eccezionalmente variegate: la compresenza di materiali elaborati in contesti diversi e con scopi differenti può rendere la ricerca particolarmente avvilente. Raramente i motori di ricerca tradizionali, progettati per un'utenza variegata, possono risultare di considerevole aiuto nella ricerca di una risorsa "di qualità". A poco, inoltre, giovano - a causa del loro numero esiguo e per la copertura limitata - i motori di ricerca specialistici e la sitografia specializzata.

Nella stessa sezione, inoltre, l'autore riflette sull'importanza di alcuni cataloghi online e soprattutto su diversi progetti elaborati da archivi e biblioteche finalizzati all'immissione di documenti online. Tale operazione, particolarmente utile e innovativa, pone numerosi problemi relativamente alla qualità della risorsa: una fonte online di qualità si dovrebbe caratterizzare per un certo rigore filologico e dovrebbe esplicitare le caratteristiche dell'originale, oltre che le tecniche di riproduzione e gli obiettivi per cui essa viene inserita in rete. Una ricognizione delle più importanti esperienze in questo senso può rivelarsi, per numerosi aspetti, deludente.

Nella seconda parte del testo Minuti affronta il problema delle nuove modalità comunicative che la rete impone. Secondo l'autore non è possibile affermare "allo stato attuale delle cose, che già la rete rappresenti un contesto realmente sostitutivo delle condizioni di lavoro e degli strumenti tradizionalmente propri della ricerca storica". La comunità scientifica degli storici, infatti, continua a mantenere un atteggiamento perplesso nei confronti del net a causa soprattutto del carattere immateriale del documento e della labilità della risorsa. La perplessità è inoltre amplificata da questioni solo in parte risolte, anche a livello giuridico, in materia di diritto d'autore, copyright e deposito legale. Tali diffidenze, sembrano vincere ancora evidenti vantaggi, quali la rapidità della pubblicazione, le numerose possibilità di diffusione, l'aggiornabilità, la modificabilità e le potenzialità espressive di uno strumento ipertestuale.

In conclusione, affinché avvenga un deciso passaggio dal cartaceo al digitale, nel senso di un nuovo contesto in cui le pubblicazioni elettroniche, e più in generale le risorse online, siano concepite come veicolo fondamentale della comunicazione in ambito storico, è necessario, secondo Minuti, l'elaborazione di idonei strumenti e criteri per la regolamentazione, oltre che per la strutturazione e la ricerca, della produzione in rete. E' questa, allo stato attuale, la più importante questione che la comunità scientifica, insieme ad istituzioni, enti ed editori, dovrà affrontare.