Voglio considerare un dovere del direttore didattico che mi pare fondamentale: la formazione della biblioteca magistrale nel suo circolo didattico. Dicono che il movimento delle biblioteche magistrali si sia arrestato. È una menzogna; […]. E proprio giorni addietro ho veduto, con grande gioia, a quale sicurezza di organizzazione sia arrivata la Biblioteca magistrale laziale, presieduta da Giuseppe Prezzolini, che ha creato coll’ispettore Gabrielli e con un gruppo di valorosi maestri, una vera e propria sezione bibliografica per l’applicazione dei programmi Gentile […] (Lombardo Radice 2005, 725-726).
Con queste parole Giuseppe Lombardo Radice rispondeva nel 1925 a Ernesto Codignola, che lo aveva sollecitato circa i compiti dei direttori didattici negli anni in cui la Scuola italiana era investita dalla riforma varata dal ministro Gentile. Il parere completo del pedagogista catanese compariva sulla rivista magistrale «La nuova scuola italiana», diretta dallo stesso Codignola dal 1923 al 1926, in un articolo dal titolo Cosa non leggono i maestri [1].
L’articolo di Lombardo Radice insisteva sulla necessità di sostenere la formazione culturale in senso ampio, oltre che didattica, del corpo docente – e degli stessi direttori didattici – attraverso la costituzione di biblioteche magistrali nell’ambito dei circoli didattici.
La Biblioteca magistrale laziale, a cui – tra le altre in stato di buona salute – faceva riferimento Lombardo Radice, era stata istituita a Roma due anni prima, precisamente nel maggio del 1923, contestualmente alla promulgazione dei primi decreti della suddetta riforma (Grossi 1979) [2]. La Biblioteca trovò una collocazione nel centro della città, inizialmente presso il Regio Istituto Tecnico di via Cavour, per essere poi trasferita nella scuola elementare Principessa Iolanda in via IV Novembre. Ebbe in seguito la sua ubicazione definitiva in via della Palombella 3, nei pressi del Pantheon. Al momento della fondazione fu inviata ai maestri e alle maestre del Lazio la prima lettera circolare, contenente lo Statuto della Biblioteca. Tale documento si configurava come un vero e proprio “manifesto culturale” (Grossi 1979, 46): un programma organico di attività rivolte, tra l’altro, a sostenere la crescita professionale e intellettuale del corpo docente.
Dopo una breve presidenza di Giuseppe Prezzolini, la direzione fu assunta da Giorgio Gabrielli, maestro, direttore didattico e animatore pedagogico da cui la Biblioteca prese stabilmente nome, che guidò l’istituzione per un cinquantennio, attraverso il ventennio fascista e nei primi decenni dell’Italia repubblicana. A partire dal 1973, la direzione passò a Dante Grossi che ne proseguì l’opera, fino al 2010.
Una fase cruciale della storia della Biblioteca si è aperta nel 2011, quando i suoi locali vennero destinati alle attività dell’adiacente Istituto Comprensivo “Ennio Quirino Visconti”. In quella circostanza, una parte rilevante del patrimonio librario fu donata dal Comune di Roma alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma Tor Vergata. Nel 2022, una Convenzione stipulata tra il Dipartimento di Storia, Patrimonio culturale, Formazione e Società e l’Istituto comprensivo ha reso possibile il trasferimento del patrimonio librario nella scuola, avviando un progetto congiunto di riordino, con gli obiettivi di riapertura della Biblioteca e di costituzione di un Centro studi permanente. Nello stesso anno, inoltre, il coté universitario si è altresì impegnato con il finanziamento di un assegno di ricerca per l’avvio della sistemazione e riqualificazione del fondo librario [3].
È nel quadro delle azioni appena ricordate che si colloca questa pubblicazione. Fra l’ottobre del 2022 e l’estate del 2023, dopo il trasferimento della porzione della Biblioteca affidata a Tor Vergata nel plesso scolastico “Luigi Settembrini” [4], prendeva avvio una fase di ricognizione del patrimonio librario – che attualmente consta di 23.000 libri e opuscoli – e di ricostruzione della storia dell’istituzione, a cura della co-autrice di questo scritto introduttivo e co-curatrice del fascicolo. Nel 2023, a conclusione di quella prima significativa azione [5], cadeva il centenario della fondazione della Biblioteca: è parsa dunque un’occasione importante per organizzare un momento di riflessione condivisa sia sulle questioni, pratiche e teoriche, che il riordino e l’eventuale riapertura della Biblioteca ponevano, sia su quelle di ordine scientifico suggerite dalla ricerca in corso.
La giornata di studi, dal titolo La Biblioteca Magistrale Laziale. Un luogo da restituire alla scuola e alla ricerca (1923-2023), le ha articolate intorno ad alcuni imprescindibili – e per certi versi problematici – temi: quelli connessi alla storia della Biblioteca, così profondamente legata alla figura di Giorgio Gabrielli e al suo posizionamento rispetto alla fascistizzazione della scuola italiana; quelli relativi alla sistemazione e riapertura della Biblioteca, al momento subordinate alle politiche che vorrà mettere in atto la dirigenza dell’Istituto; infine le possibilità scientifiche offerte dal fondo librario, con una particolare attenzione alla conservazione e allo studio dei libri di testo [6]. Alle relazioni che hanno approfondito questi argomenti si aggiungevano interventi di carattere più strettamente didattico, illustrativi dei laboratori svolti dalle docenti dell’Istituto con la parte di Biblioteca accessibile e una testimonianza di Maria Federica Grossi, dirigente scolastica figlia di Dante [7].
Con questa pubblicazione abbiamo inteso dunque approfondire alcune delle questioni più rilevanti trattate durante la giornata di studi, fondamentali per la contestualizzazione della storia della Biblioteca magistrale laziale, con particolare attenzione al complesso passaggio tra fascismo e democrazia. Molte di esse sono per ovvie ragioni legate al suo ideatore e animatore, Giorgio Gabrielli, al suo ruolo di ispettore scolastico, alla parte che ha avuto nell’applicazione della riforma di Gentile e Lombardo Radice e alla difesa di quest’ultima negli anni della politica “dei ritocchi” (Charnitzky 2001, 193-289; Chiosso 2023, 128-130; De Felice 2007, 188-189), ai rapporti con le istituzioni del Regime (Chiosso 2023, 168-170, 239) e della Repubblica (Gabrielli 1946, Presentazione), mettendo in luce gli elementi di continuità e di rottura. Senza ombra di dubbio, nella fondazione della Biblioteca magistrale laziale si è esplicitata la grande attenzione rivolta dall’ispettore alla formazione culturale e didattica del corpo docente italiano.
A parere di chi scrive resta aperta la domanda circa la sua funzione in anni molto difficili per la storia nazionale e internazionale, ma anche assai vivaci nella riflessione pedagogica. La Biblioteca ha rappresentato un autentico presidio di resistenza culturale? Pur agendo tra i vincoli di un regime autoritario, essa è riuscita a identificarsi in un’officina di pensiero capace di promuovere la formazione culturale e l’indipendenza professionale del corpo docente?
Concentrandosi su queste domande, è possibile pensare la Biblioteca magistrale laziale quale osservatorio sulle riforme che hanno interessato la scuola italiana nel XX secolo, tra tensioni e contraddizioni che ne hanno attraversato le politiche educative, con uno sguardo attento e preoccupato al presente e alle politiche ideologiche e identitarie che stanno investendo la scuola italiana. Questa pubblicazione rappresenta anche l’occasione per dare continuità al lavoro finora svolto, con la speranza che la Biblioteca possa essere presto nuovamente accessibile, come era nelle speranze dell’Università al momento del trasferimento del fondo e del finanziamento di un assegno di ricerca finalizzato alla catalogazione.
Bibliografia
- Charnitzky, Jürgen. 2001. Fascismo e scuola. La politica scolastica del regime (1922-1943). Scandicci: La Nuova Italia.
- Chiosso, Giorgio. 2023. Il fascismo e i maestri. Milano: Mondadori.
- De Felice, Renzo. 2007. Mussolini il Duce. Gli anni del consenso (1929-1936), Torino: Einaudi.
- Gabrielli, Giorgio.1946. Commento ai nuovi programmi didattici per la scuola elementare. Torino-Milano-Padova-Firenze-Roma-Napoli-Palermo: Paravia.
- Genovesi, Piergiovanni. 2024. “Il manuale di storia come fonte per la ricerca storica.” Ricerche Pedagogiche 230: 63-73, https://www.edizionianicia.it/wp-content/uploads/2024/04/Fascicolo_230-2024.pdf.
- Grossi, Dante. 1979. Giorgio Gabrielli e il metodo globale naturale. Roma: Selenia.
- Lombardo Radice, Giuseppe. 1926. La riforma della scuola elementare. Scuole, maestri e libri. Palermo: Sandron.
- Lombardo Radice, Giuseppe. 2005. “Cosa non leggono i maestri.” In Il libro per la scuola tra idealismo e fascismo: l’opera della Commissione centrale per l’esame dei libri di testo da Giuseppe Lombardo Radice ad Alessandro Melchiori (1923-1928), a cura di Anna Ascenzi, Roberto Sani, 725-740. Vita e pensiero: Milano.
Note
1. L’articolo fu poi nuovamente pubblicato in Giuseppe Lombardo Radice 1926, pp. 28-42.
2. Per la ricostruzione di una fase della storia della Biblioteca magistrale laziale, quella legata alla figura di Giorgio Gabrielli, testo fondamentale rimane Grossi 1979.
3. L’assegno è stato finanziato dal PRIN 2020 - I laboratori culturali della fede, che ha coinvolto le Unità di ricerca dell’Università Ca’ Foscari Venezia (coordinatore Giovanni Vian – Principal Investigator), dell’Università di Torino (coordinatrice Marta Margotti – Substitute Principal Investigator) e dell’Università di Roma Tor Vergata (coordinatore Tommaso Caliò).
4. L’Istituto comprensivo “E.Q. Visconti” di Roma comprende cinque plessi, tra cui il “L. Settembrini” nel quale risiedono una scuola dell’infanzia e una scuola primaria, sito in via del Lavatore 38.
5. Si darà conto nel saggio di Elisabetta Serafini, La Biblioteca Magistrale Laziale: storia e recupero, degli esiti del lavoro di sistemazione, ancora solo in fase di avvio, e della ricerca.
6. Il contributo di Piergiovanni Genovesi (Università degli Studi di Parma), “Il manuale di storia come fonte per la ricerca storica” è stato già pubblicato in Ricerche Pedagogiche nel 2024.
7. Per il programma completo si rimanda al link https://dip.storia.uniroma2.it/portfolio/la-biblioteca-magistrale-laziale/ (ultimo accesso 20/12/2025).

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